Chi sono

Sono una psicologa abilitata, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia (n. 30603), con un interesse specifico per il perfezionismo e il suo ruolo nel funzionamento psicologico e nella performance degli individui. La mia formazione è in psicologia clinica e, come parte del mio sviluppo professionale, ho completato una formazione post-laurea presso il Perfectionism and Psychotherapy Lab della UBC.

Parallelamente alla formazione psicologica, ho lavorato come coach nell’ambito sportivo —un’esperienza che ha profondamente influenzato la mia comprensione della performance, della disciplina, della valutazione e della pressione verso la perfezione nei contesti reali. Sia in ambito clinico sia in contesti orientati alla performance, ho osservato ripetutamente lo stesso schema: le persone orientate all’alto rendimento raramente sono limitate dalle capacità, ma piuttosto da sistemi interni rigidi in cui il valore personale diventa strettamente legato alla perfezione.

Attualmente lavoro in libera professione e sto completando una formazione post-laurea in psicoterapia integrata. Nella mia pratica offro servizi di consulenza e supporto psicologico basati su principi scientifici ed etici della psicologia. Tali servizi non costituiscono trattamento psicoterapeutico, ma si fondano sulla comprensione psicologica, sulla consapevolezza di sé e sul benessere personale.

Il mio approccio non è centrato sulla patologia, ma su consapevolezza, stabilità e performance sostenibile. Radicato nella psicologia clinica e informato dalla ricerca sul perfezionismo, il mio lavoro non si basa su modelli motivazionali o prescrittivi. Al contrario, applica la comprensione psicologica alle richieste del mondo reale, come il processo decisionale, la valutazione, l’errore, la responsabilità e la sostenibilità nel tempo.

L’attenzione non è rivolta a spingere le persone oltre i propri limiti, ma a sostenerle nello sviluppo di consapevolezza e risorse psicologiche che contribuiscano a una performance sostenibile. Il perfezionismo non viene eliminato, ma compreso e affinché diventi più flessibile. Standard elevati e benessere non sono opposti quando sostenuti da regolazione emotiva, consapevolezza di sé e obiettivi ben strutturati. L’obiettivo non è ridurre l’ambizione, ma renderla sostenibile.

Non esistono due persone che vivano una stessa esperienza in egual modo. Il lavoro è quindi adattato al contesto specifico di ciascun individuo, alle sue responsabilità e al suo contesto—che sia personale, famigliare, imprenditoriale, accademico, professionale, sportivo o pubblico. I percorsi di supporto vengono calibrati in base a tempi, richieste e stile di funzionamento individuale, privilegiando profondità e pertinenza piuttosto che soluzioni standardizzate.

Infine, la discrezione è fondamentale. Tutto il lavoro si svolge all’interno di un contesto protetto e riservato, con rigorosa attenzione alla confidenzialità, ai confini e all’etica professionale. Questo consente a persone che operano in contesti di alta visibilità o responsabilità di partecipare in modo aperto, senza timori legati all’esposizione o al rischio reputazionale.